Autostima : il diritto di essere te stesso.

By | 9 Ottobre 2017

Stanco del giudizio degli altri? Ecco Come Puoi depotenziare una volta per tutte il giudizio negativo nei confronti di te stesso e degli altri attraverso l’autostima.

Hai mai pensato che l’Autostima rappresenti il diritto di essere te stesso? E se si, ti sei mai chiesto perché almeno una volta nella tua vita sei cascato nel tranello di giudicare gli altri o essere giudicato dagli altri?

Come puoi depotenziare una volta per tutte il giudizio negativo nei confronti di te stesso e far “valere” questo tuo diritto?

Sicuramente starai riflettendoci su, ma se hai letto gli articoli precedenti su formazione continua e crescita personale ti sarai reso conto che la stima di te è, in altri termini, la capacità di accettare te stesso.

E rieccoci qua, caro lettore a parlare di autostima 🙂

Sicuramente ti starai chiedendo, Sefora, ma cosa centra questa volta l’autostima con il giudizio che gli altri esercitano nei miei confronti ?

Si, lo so, si dice spesso che la coscienza dipende da te e la reputazione dagli altri. Non fa una piega.

Tuttavia, se hai letto il mio ultimo articolo riesci a cogliere il sottile significato che in realtà assume la tua autostima nei confronti della tua reputazione e la responsabilità che hai, per ciò che può dipendere da te, di
costruirti una reputazione degna di te stesso e non incappare nel facile inganno del giudizio.

Sei un essere umano, e come tale, con le tue peculiarità, rappresenti la capacità di essere al mondo come individuo unico ed irripetibile.

Nonostante le tante cose in comune con gli altri, ognuno di noi rappresenta veramente una “diversità” , una varietà dell’essere se stessi.

L’Essere differente implica atteggiarsi differentemente e ciò porta ad essere facilmente giudicabile o a giudicare.

Come osservò Swami Prajnanapada:

“Giudicare è un’illusione, perché, se dovete giudicare, vi servite della vostra scala di valori. Dietro al giudizio si cela l’idea che siamo tutti identici.”

E’ per questo motivo che molti giovani d’oggi seguono mode e tendenze e pochi hanno realmente il coraggio di assumersi la responsabilità di fare la moda o la tendenza, essere sé stessi appunto!  Cascare nel tranello del giudizio resta dunque una trappola frequente per molti.

Ma cosa c’è realmente dietro al giudizio?​

Nell’articolo "AUTOSTIMA: Ecco 2 modi semplici e veloci per aumentarla" mi sono soffermata a parlare sul giudizio che hai di te e la correlazione che questo ha con la costruzione della propria reputazione.

In questo articolo voglio soffermarmi su una sfumatura differente del giudizio; quella che a volte parte in automatico nei confronti degli altri, la stessa di cui potresti esserne ingiustamente vittima.

Giudicare gli altri o essere giudicati dagli altri è fin troppo semplice, direi quasi banale considerato il fatto, già in precedenza accennato,che siamo diversi gli uni dagli altri. A volte capita di parlare di per persone che crediamo di conoscere ma che invece non possiamo dire veramente di conoscere nel profondo.

Spesso il giudizio nasce dal fatto che non le ascoltiamo e questo denota mancanza di ascolto in primis nei confronti di noi stessi.

La società frenetica in cui viviamo, la stessa che denota come l’apparire sia peculiarità discriminante del vivere di oggi, non ci permette di alzare il volume dell’auto-ascolto e di abbassare quello del giudizio.

Tuttavia, per quanto possa essere un aspetto di notevole rilievo, non è una buona scusa per non scegliere di lavorare su te stesso e smettere di essere vittima e carnefice al contempo del giudizio.

Già secoli fa, nell'antica Grecia, “la culla della nostra cultura”, si ribadiva l’importanza che ricopriva la ricerca interiore per l’essere umano. Tale ricerca, rappresentava un mezzo per entrare in contatto con il proprio io, per poterlo conoscere più da vicino.

Il risultato, era che nel percorso infinito di tale conoscenza, ogni individuo si avvicinava maggiormente alla sua essenza avendo la possibilità di coltivare ed elevare la propria spiritualità. Niente di più attuale!

Entrare in contatto con l’io interiore ti permette di stabilire e coltivare una relazione sana con te stesso.

I genitori hanno la responsabilità di insegnarlo con l’esempio ai propri piccoli, coltivando un clima familiare armonico e indirizzando i propri figli alle considerazioni e alle conversazioni costruttive.

E’ ampiamente dimostrato, infatti, che chi cresce in ambienti stimolanti e positivi, a differenza di chi vive in climi ostili e con il dito sempre puntato, riesce meglio nella vita, coltiva una migliore autostima e incappa meno frequentemente degli altri nel tranello del giudizio.

In altre parole sia chi giudica sia chi risente del giudizio altrui, soffre due volte e per simili motivi:

in primo luogo per il clima infelice che si ritrova, in secondo luogo per non avere una forte autostima.

Vivono soffrendo la stessa malattia ma manifestano sintomi diversi.

Sì, hai capito bene, se stai soffrendo del giudizio degli altri probabilmente, facendoti un auto- analisi ti renderai conto che in cuor tuo tale sofferenza è dettata da un sentimento di giudizio/rifiuto nei confronti della persona che ti giudica.

Questo perché il bisogno di essere accettati ed amati è uno dei bisogni più reconditi dell’umanità. E se per te il giudizio degli altri è un problema, probabilmente la tua disarmonia arriva da lontano. Probabilmente avverti un vuoto o uno scompenso emotivo che scatena in te una reazione e questa reazione non è certamente l’indifferenza 😉 !

“Più si giudica, meno si ama.” – Nicolas de Chamfort

Il bisogno di essere amati può manifestarsi in diversi modi, in particolare, quando si soffre di un presunto giudizio da parte di terzi siamo già in contatto con un richiamo ber definito: l’amore disatteso (e non necessariamente dalla stessa persona che esprime un giudizio nei nostri confronti).

Tale bisogno è così importante che i sociologi mettono in guardia da una delle paure più diffuse: la paura del giudizio degli altri.

Temiamo di non essere accettati per l’aspetto esteriore, le condizioni economiche, il credo religioso, la politica, le origini, il livello di educazione, il lavoro, il partner ecc ecc ecc.

Ognuno di noi teme di esser giudicato su un aspetto piuttosto che su un altro e, questo perché, alla base di tutto, in noi vive una paura ancora più recondita: la paura di essere esclusi dal gruppo e finire emarginati.

“Sii te stesso e dì quello che pensi: chi se la prende non conta e chi conta non se la prende” scriveva il Dr. Seuss 😉

Devi sapere che il timore di essere esclusi non è da sottovalutare, poiché può addirittura trasformarsi in una vera e propria “fobia sociale” definita anche ansia sociale.

La fobia sociale è un disturbo alquanto diffuso tra la popolazione.

Secondo alcuni studi, la percentuale di persone che ne soffre va dal 3% al 13%.

La caratteristica principale della fobia sociale è la paura di agire di fronte agli altri per non incappare in giudizi negativi.

Questa paura può portare chi ne soffre ad evitare la maggior parte delle situazioni sociali per il timore di comportarsi in modo “sbagliato” e di venir mal giudicati.

La fobia sociale, se non trattata, tende a rimanere stabile e cronica, e spesso può dare luogo ad altri disturbi come la depressione.

Niente e nessuno può farti sentire inferiore, a meno che tu non glielo consenta - Eleanor Roosevelt

Questa citazione è un bellissimo spunto di riflessione profonda… ci riporta in sella sul “cavallo imbizzarrito” dell’autostima che è il nostro tema di riflessione ancora oggi.

Ma sei proprio sicuro che gli altri non abbiano niente di meglio da fare che giudicarti? E se si, è più importante il loro o il tuo giudizio di te stesso?

La proiezione di ciò che siamo o crediamo di essere è spesso denotata dall'idea che ci facciamo degli altri.

PENSA: La maggioranza delle persone è cosi concentrata a fare bella figura o ancor meglio a non essere giudicata negativamente dagli altri che difficilmente ha il tempo di concentrarsi su di te.

Si certo, ci saranno sempre le eccezioni, tuttavia la vita è uno specchio e prima ancora di incontrare qualcuno in grado di giudicare correttamente gli altri, incontreremo ancor più spesso chi, nel giudicare gli altri, giudicherà se stesso.

In sintesi, temere il giudizio degli altri significa temere il proprio giudizio ed è sintomo di malessere per la propria autostima.

Capire la radice del giudizio ti renderà più consapevole e più attento nel non mollare proprio ora che stai facendo un percorso personale di autostima e conoscenza del tuo io più intimo.

Ma siamo qui anche perché sei stanco del giudizio degli altri e vuoi sapere come puoi depotenziare una volta per tutte il giudizio negativo nei confronti di te stesso e degli altri attraverso l’autostima.

Ed io, come sempre, sono qui per darti gli esercizi per ottenere risultati efficaci e duraturi:

1) Smetti di cercare la perfezione: Nessuno è perfetto!!

RILASSATI, mettiti l’anima in pace!;-)

2) Togliti dalla testa l’idea di piacere a tutti!

Per quanto possa essere bello, per i punti affrontati su, siamo tutti diversi, abbiamo tutti gusti differenti, dunque non possiamo piacere a tutti. Per quanto esistano persone con gusti simili ai tuoi, incontrerai sempre chi preferisce pensarla e farla in modo differente da come la penseresti e la faresti tu. Per cui smettila di cercare l’approvazione degli altri, cercala piuttosto in te stesso, accrescendo l’autostima!

Ecco l’eserciziario per muovere i primi passi se sei fuori allenamento:

Eserciziario di autostima. Come amarsi senza remore. (E non farà male neppure a te che ti senti ben allenato fare un ripasso 😉 )

Infine, mi piace concluderla con le parole del genio di Charlie Chaplin... 

Ti criticheranno sempre, parleranno male di te e sarà difficile che incontri qualcuno al quale tu possa piacere così come sei!

Quindi vivi, fai quello che ti dice il cuore, la vita è come un’opera(…) ridi e vivi intensamente ogni giorno della tua vita (…)

Nell’arco della storia l’umanità ha saputo erigere diversi muri; politici, economici, muri fisici addirittura!!!

La tendenza a giudicare gli altri è uno dei più grossi muri sociali, un limite imposto alla comunicazione e alla comprensione di sé e del prossimo.

Buon allenamento

E al prossimo articolo!

Non dimenticare che per qualsiasi domanda/ richiesta puoi contattarmi in privato al seguente indirizzo di posta elettronica: info@seforadegiorgi.it

Sarò felice se potrò esserti di aiuto! 😉

Non essere timido, commenta pure l’articolo e condividilo con i tuoi amici!

Un abbraccio sincero,
Sefora

In che modo puoi cambiare la direzione dei tuoi pensieri ? Come puoi migliorare le tue esperienze? Quando la vita che hai sempre sognato diventa possibile?

http://www.seforadegiorgi.it/chi-sono/

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"Il cambiamento della realtà comincia dalla tua mente"

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